Una rassegna in continuo aggiornamento di libri e risorse on line che possono aiutare ad accrescere il proprio stato di consapevolezza e benessere.
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«Cinque anni fa ebbi una magnifica esperienza che mi avviò sulla strada che doveva condurmi a scrivere questo libro. In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all'oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all'improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica. Essendo un fisico, sapevo che la sabbia, le rocce, l'acqua e l'aria che mi circondavano erano composte da molecole e da atomi in vibrazione, e che questi a loro volta erano costituiti da particelle che interagivano tra loro creando e distruggendo altre particelle. Sapevo anche che l'atmosfera della Terra era continuamente bombardata da una pioggia di "raggi cosmici", particelle di alta energia sottoposte a urti molteplici quando penetrano nell'atmosfera. Tutto questo mi era noto dalle mie ricerche nella fisica delle alte energie, ma fino a quel momento ne avevo avuto esperienza solo attraverso grafici, diagrammi e teorie matematiche. Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita; "vidi" gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne "sentii" la musica; e in quel momento seppi che questa era la danza di Siva, il Dio dei Danzatori adorato dagli Indù»
Con questa premessa l'autore, fisico e teorico dei sistemi, ci accompagna passo dopo passo alla scoperta delle analogie che la moderna fisica subatomica ha con le antiche discipline orientali, prime tra tutte Induismo, Buddismo e Taoismo, e di come tutte condividano essenzialmente il modo in cui procedono a fare esperienza del reale e le conclusioni a cui giungono.
Successivamente a Eraclito, che può probabilmente essere considerato l'ultimo filosofo greco legato a concetti di unità cosmica, il mondo occidentale ha operato una netta spaccatura tra "anima" e "corpo". La filosofia si è quindi perlopiù concentrata a studiare questioni riguardanti lo spirito, relegando la materia, e le leggi che la governano, a studi di tipo più tecnico e allontanandosi con un andamento per così dire "a spirale" da una visione olistica della realtà che ci circonda. Egli dimostra invece come le più moderne ricerche scientifiche del 900 si possono ricollocare sulla scia di una "Via del cuore", quella del Tao appunto, riavvicinandosi a una esperienza olistica del mondo in cui viviamo, che molto assomiglia alle millenarie filosofie mistiche orientali.
Partendo dalle radici simboliche dell'antica tradizione greco-giudaica, de Souzenelle ci accompagna in una rilettura in senso ontologico dell'insegnamento della Bibbia e dei principali miti greci per spiegare, in ultima analisi, il significato del corpo umano, visto in sé e posto all'interno del Cosmo.
Con degli studi di matematica alle spalle, un passato da infermiera nell'immediato secondo dopo Guerra e successivamente un lavoro da psicoterapeuta junghiana, in questo libro l'autrice illustra il risultato di un cammino, personale e professionale, in cui ha cercato di rispondere alle angosciose domande che le facevano i suoi pazienti:
«"Perché mi capita questo,signora?"... Perché l'ulcera allo stomaco, il cancro intestinale, l'esplosione della milza... perché? (...) A quell'epoca, sapevo intuitivamente una cosa sola: una risposta da parte mia (o anche solo l'orientamento a trovare una risposta) avrebbe costituito un elemento di senso, che poteva consentire al malato di stare al gioco di questa porzione di vita con la malattia, la quale, presa nel ritmo di vibrazioni nuove e sane, avrebbe avuto la possibilità d'essere restituita a standard di salute. La malattia non sarebbe sorta se non per rettificare un "brutto tiro", ossia per un'aggiunta di essere.
Una risposta da parte mia avrebbe permesso al malato di farsi carico di se stesso, di non conferire al medico il potere magico che gli piace assumere per regnare e "cosificare" maggiormente il malato impotente, che già il male fa regredire»
E' un testo non sempre facile, ma straordinario almeno per due motivi: da un lato ci riporta all'ascolto e alla comprensione della parte corporea, quindi materiale, del nostro essere, che invece nella nostra società viene spesso zittita o dimenticata; dall'altro rimette in luce l'importanza della nostra tradizione nella ricerca filosofica del significato ontologico dell'essere - ricerca che spesso, in assenza di riferimenti occidentali, o comunque più prossimi a noi, rivolgiamo spesso solo alle antiche tradizioni orientali, come se fossimo orfani di un qualche passato significativo.
Questo è probabilmente il primo libro che affronta uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni, ancora tutto da esplorare, relativo al cosiddetto microbiota. Di cosa si parla? In termini di numero di cellule presenti nel nostro organismo, è straordinario sapere che il 90% appartiene non a noi, ma a un numero molto variegato di microorganismi che ospitiamo; inoltre, che il 99% di esso si trova nel nostro intestino e contiene circa centomila miliardi di batteri. La maggior parte di questi batteri è innocua, anzi spesso molto utile, ed è addirittura in grado di condizionare il nostro comportamento sociale:
«La comunità di germi scompone per noi il cibo indigeribile, fornisce energia al nostro intestino, produce vitamine, demolisce i veleni e allena il sistema immunitario».
Giulia Enders, giovane gastroenterologa con un dottorato di ricerca in biologia medica conseguito all'istituto di microbiologia dell'Università Goethe di Francoforte, ci accompagna in modo allegro e vivace a conoscere "l'organo meno conosciuto del nostro corpo". Qui non si chiamano in causa antiche filosofie mistiche, non si cerca di rispondere a domande esistenziali, non si sconvolge il nostro modo di vedere il mondo - oppure forse sì, perché ci viene ricordato, seppure in modo molto pratico, fino a che punto sia vero che "siamo quello che mangiamo".
In questo libro gli autori ci parlano di Epigenetica, da loro significativamente rinominata "Happygenetica", una branca moderna della biologia che solo negli ultimi anni ha preso piede e che si occupa di spiegare come i comportamenti e l'ambiente influenzino l'espressione dei geni, "accendendoli" o "spegnendoli", senza modificare la sequenza del DNA. Questo è un grande messaggio di speranza per tutti noi, spesso "bloccati" al muro da quella che ci è stata descritta come una genetica irreversibile e che ci porterebbe a non poter incidere in modo significativo sulla nostra salute fisica e mentale. L'epigenetica apre le porte alla considerazione delle condizioni generali delle persone non solo da parte di tutto il settore medico e para medico, ma anche di noi stessi, che abbiamo la responsabilità di prendere in carico la nostra salute per indirizzarla al meglio del suo potenziale.
Si spiega così il successo di alcune terapie come clownterapia, pet therapy, mindfulness, meditazione e simili. Ma gli autori si spingono anche oltre, aiutandoci a capire che l'unica vera energia di cui siamo dotati e con la quale possiamo riconoscere di essere un insieme meraviglioso è quella che deriva dall'amore: amore verso il mondo esterno ma soprattutto verso noi stessi; e che la si può accrescere coltivando buonumore, leggerezza, gratitudine e nutrimento, sia spirituale che emozionale.
«Sono molteplici gli aspetti da tenere in considerazione e che possono aiutare il paziente a riprendersi. Stimolando e sperimentando emozioni positive il nostro corpo è in grado di produrre, in misura più significativa, le sostanze chimiche utili per la sua guarigione».
«La medicina moderna è ora focalizzata soprattutto sulla cura delle malattie. Essa tenta di correggere il malfunzionamento delle cellule dell'organismo principalmente mediante interventi di tipo biochimico. Le sue notevoli conquiste hanno prolungato l'aspettativa di vita, eliminato una grande quantità di malattie e prodotto molti interventi efficaci per la cura. Tuttavia, la medicina moderna è più abile nel curare o eliminare le malattie che nel garantire che il sistema vivente persista in una condizione di salute e di benessere.
Migliorare la salute e preservare il benessere psicofisico richiede un approccio più naturale e olistico da parte della medicina».
Il Timèo è un dialogo di Platone, scritto attorno al 360 a.C., che si svolge tra Socrate, Timeo, Ermocrate e Crizia. Questo testo affronta il tema della creazione dell'universo da parte di Dio, la costituzione dei quattro elementi principali, la conseguente creazione dell'uomo e i meccanismi che regolano la sua vita. Affronta anche il tema della malattia, sia fisica che spirituale, ponendo l'accento sulla triplice natura del nostro essere, fatto di corpo, mente e spirito, e di come «la cura di tutte le parti è per tutti una sola, dare a ciascuna parte alimenti e movimenti appropriati».
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Lavoro ormai da anni con clienti che lamentano dolori articolari e muscolari, nonché numerose altre problematiche di salute più gravi. Ma sebbene sia chiaro che il massaggio possa aiutare molto a lenire disturbi e recuperare funzionalità nei tessuti e nelle articolazioni, mi sono resa conto di quanto sia sempre più urgente acquisire una corretta consapevolezza dello stato infiammatorio del corpo a cui ormai siamo tutti soggetti, causato da una alimentazione sbagliata, e che non è solo questione di peso, obesità o grasso viscerale.
In questo libro Andrea Grieco, medico-psicoterapeuta con specializzazioni in Nefrologia, Neurologia, Medicina Naturale e Biolotecnologie, spiega in modo semplice e completo il problema infiammatorio, principale malattia del nostro secolo, dovuto all'eccesso di glucosio presente nella nostra alimentazione e che costituisce, a tutti gli effetti, la causa principale di una salute, individuale e generale, sempre più precaria.
«Il consumo smodato di glucosio che caratterizza la nostra alimentazione costringe l’organismo ad una lotta continua per gestire l'iperglicemia e l’iperinsulinemia che ne conseguono e che sono alla base dell’infiammazione cronica silente di cui, di fatto, quasi tutti soffrono. Il risultato è che fin dai 20/30 anni è diventato normale assumere farmaci per gestire i tanti malesseri che segnano la vita quotidiana. Inoltre, questo processo infiammatorio, quando si protrae nel tempo, è coinvolto nella patogenesi di numerose malattie in crescita esponenziale nella popolazione, compreso i giovanissimi: diabete tipo 2, malattie neurodegenerative, autoimmunitarie, cardiovascolari, cerebrovascolari, riduzione della fertilità, fino ai tumori».
Emilio Del Giudice è stato uno dei maggiori protagonisti italiani di una scuola di fisica teorica a cui si deve l'attività pionieristica nella teoria delle stringhe. Fu un pioniere anche della teoria quantistica dei campi nella materia soffice, concentrandosi principalmente sul ruolo dell'acqua liquida nella fisica degli organismi viventi.
In questo convegno promosso dalla SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata), egli spiega mostrando una grande capacità divulgativa come le proprietà dell'acqua siano particolarissime e costituiscano una base fisiologica unica, tipica degli organismi viventi, dove le particelle quantiche riescono ad interagire tra loro in modo mirato, anche se non sono vicine, grazie al campo magnetico che essa è capace di costituire nei corpi, aprendo così una visione profonda di fenomeni spesso incompresi, se non addirittura derisi, da molti ambienti medici o scientifici in Italia.
Importante fisico italiano, Faggin è internazionalmente conosciuto per aver inventato il microprocessore ed il touch screen. Il 19 ottobre 2010 ha ricevuto la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l'Innovazione (National medal of technology and innovation) direttamente dalle mani del presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama e il 27 novembre 2019, su iniziativa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ricevuto la massima onorificenza della Repubblica Italiana con la nomina a Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
In questo video egli prende posizione contro lo scientismo, dilagante nella nostra società, che ci descrive come macchine biologiche autonome, simili a robot controllati da intelligenza artificiale. Al contrario, ciascuno di noi è un campo quantistico cosciente con libero arbitrio esistente in una realtà più profonda dello spazio-tempo. Ciò ci rende capaci di gestire la nostra esperienza conoscitiva. Il corpo fa da ponte tra il mondo classico nello spazio-tempo e la realtà più profonda rappresentata dai qualia, le sensazioni e i sentimenti che costituiscono l'esperienza cosciente.
«Si può partire con un postulato, il postulato dell'essere, che dice che Uno, la totalità di ciò che esiste, è dinamico e olistico (e fin qui ho detto ciò che dice la fisica quantistica). Dinamico vuol dire che cambia continuamente, non è mai lo stesso, istante dopo istante. Olistico vuol dire che non è fatto di parti separabili. Tutto è interconnesso all'interno di Uno. (...) Uno vuole anche conoscere se stesso. Ho aggiunto questo elemento al postulato perché parte da noi: se noi siamo una emanazione, una generazione di Uno, Uno - essendo olistico - può solo generare parti intere di sé, cioè parti che contengono all'interno il suo intero potenziale, che è esattamente quello che succede nei campi quantistici. (...) Noi, nella nostra costituzione come corpi, siamo fatti di cellule e ogni cellula contiene il genoma dell'uovo fecondato che ha creato tutto l'organismo. Quindi ogni parte contiene l'essenza della conoscenza o motore conoscitivo della cellula dell'uovo fecondato che ha creato tutte le altre cellule. Questo concetto ci permette di capire l'evoluzione della realtà in cui è possibile unire scienza e spiritualità. Questo perché l'evoluzione fisica in realtà segue l'evoluzione più profonda della conoscenza di sé di Uno. (...) L'aspetto che noi chiamiamo "materia" sono i simboli che noi dobbiamo usare per comunicare come campi tra di noi. E questo vale al livello sia del corpo, che della mente, che dello spirito. Lo spirito è il livello del significato del qualia, la mente è il livello del pensiero, delle intuizioni (la nostra capacità di rappresentare la realtà sia interiore che esteriore) e il corpo è l'aspetto fisico. Questi tre livelli sono aspetti indivisibili di una totalità che deve funzionare insieme. La comprensione di sé passa pertanto dalla comprensione dell'altro. Ecco perché anziché attraverso la competizione, occorre lavorare come cooperazione»
Ospite al Festival di Wired, parla il già citato Federico Faggin della necessità di far dialogare scienza e spiritualità.
L’avvento dell’intelligenza artificiale è solo l’ultimo passo di un percorso iniziato con il positivismo che vuole ridurre gli esseri umani a macchine ed escludere dalla conoscenza umana ciò che non si può spiegare attraverso la scienza. Per questo è fondamentale ripensare a una nuova scienza, capace di includere anche la dimensione spirituale.
«La scienza ha scoperto che lo stato quantistico dei campi non si può conoscere. Lo stato quantistico di un sistema rappresenta una coscienza: rappresenta il fatto che il campo conosce da dentro lo stato in cui si trova. Lo stato conosce se stesso. Non solo, ma il campo ha anche libero arbitrio. (...) Il campo ha la libertà di manifestare ciò che vuole manifestare con libero arbitrio»
«C'è interiorità fatta di significato, e c'è esteriorità fatta di informazione. L'informazione senza significato non ha senso. Più alta è la probabilità di un simbolo, meno informazione c'è. Più bassa è la probabilità di un simbolo, e più informazione c'è. Il concetto di probabilità, tra l'altro, ha senso solo per enti coscienti. (...) Il problema della scienza di oggi è che ha eliminato il significato dell'informazione»
Ormai (finalmente) riconosciuto anche in Italia come uno dei più importanti scienziati a livello internazionale nel campo della neurobiologia vegetale, Stefano Mancuso è Professore all’Università di Firenze e dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) che ha sedi in diversi paesi tra cui Giappone, Germania e Stati Uniti. In questo video parte dalle molte ricerche effettuate nel corso di decine di anni per spiegarci come il mondo vegetale sia retto da dinamiche e comportamenti molto diversi da quelli animali e umani, e tuttavia come non per questo esso risulti meno sviluppato ma anzi, spesso più intelligente e resiliente, ribaltando completamente la nostra visione del mondo e dandoci quindi la possibilità di riflettere sul nostro comportamento e la nostra straordinaria miopia biologica, sociale ed evoluzionistica. In maniera particolare, mette in luce come le organizzazioni gerarchiche e accentratrici tipiche dell'uomo non abbiano quella capacità creativa, e anche etica, che è invece più tipica delle organizzazioni connesse in modo non gerarchico, come lo è appunto quella del mondo vegetale.
La Medito Foundation è una associazione senza fini di lucro che ha sviluppato una app gratuita e senza pubblicità capace di accompagnare chi desidera cominciare, o chi è già esperto, in sessioni di meditazione. Stili e tematiche sono molto vasti e ciascuno potrà sicuramente trovare un utile strumento per i propri bisogni. Codice open source, gratuità perché "il benessere mentale è un diritto, non un privilegio", collaborazioni con prestigiose università e enti di ricerca sono i suoi ingredienti principali. Unico neo: la app è in inglese. Ma per chi non ha problemi di lingua mi sento davvero di consigliarla.
«Meditation and mindfulness have been shown to help with depression, stress, anxiety, and other negative states of mind. Yet most tools that teach these practices are locked behind expensive subscriptions.
We started Medito Foundation because we believe no one should have to pay to learn how to take care of their mind. Since 2020, we've built a free app used by over 4.1 million people in more than 190 countries — entirely through volunteer work and community donations.».
La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso.
Gli dei aspettano di compiacersi in te.
La pelle è sempre in prima linea
come i cappotti le madri i villaggi,
è un confuso conoscitore di mondi
è serbatoio e cemento
trasale fa barriera
è distendibile e delicatamente resistente
sanguina respira. Nuca mani e piedi
spalle petto fianchi conoscono
il mondo senza l’assedio della narrazione
stormiscono e scompensano il pensiero.
La pelle è educazione sentimentale
ogni parola un branco che preme i pori
e ne fa porte sul cielo vuoto dell’interno,
dove soffia la memoria
l’aria del tempo.
Per primo viene il tatto
quando mettiamo una parola
al mondo. Invecchiando la pelle
diventa più sottile
perché aumenta il desiderio
di mistero, diminuisce
la paura di attacco.
È nuda su questa terra,
si sbriciola nel passaggio.
In lei la vita umana si consuma
e poi si spegne o forse vola
fuori di lei, la lascia.
© Copyright Eloise Lonobile - Ogni riproduzione vietata
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Ogni riproduzione vietata
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